
Aeroporti in India
Aeroporto di Calcutta
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Aeroporto di Mumbai
www.airportsindia.org.in
Aeroporto di New Dehli
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Documenti per andare in India
Per andare in India serve il passaporto e anche un visto turistico che si ottiene presso l' ambasciate in Italia
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Turismo in India
Buddha Purnima
Buddha Purnima, è il giorno di luna piena del mese Baisakh, è considerato dai Buddisti un giorno di buon auspicio: E il giorno della nascita di Budha.
per saperne di più http://festivals.tajonline.com/buddha-purnima.php
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India, sette bombe a Jaipur, 60 morti
martedì, 13 maggio 2008 8.57 40
Versione per stampa
JAIPUR, India (Reuters) - Sette bombe sono esplose oggi nell'arco di pochi minuti in una città dell'India occidentale, uccidendo circa 60 persone in alcuni mercati e all'esterno di templi indù.
Le bombe, molte delle quali collocate su biciclette, sono esplose a Jaipur, meta di turisti stranieri.
La Farnesina ha detto che non ci sono italiani tra le vittime.
Si è trattato del più grave attentato del genere in India da quasi due anni a questa parte. I feriti sono circa 150, e le emittenti tv locali lanciano appelli a donare il sangue.
Funzionari di polizia dicono che nessun gruppo ha rivendicato l'attentato. Le televisioni, citando fonti del governo e dell'intelligence, dicono che dietro ci sarebbero gruppi militanti islamici del Pakistan o del Bangladesh.
"Secondo le informazioni che ho ricevuto, 60 persone sono morte e 150 sono rimaste ferite", ha detto il primo ministro del Rajastan Vasundhara Raje, come riportato da Press Trust of India.
"Intorno alle 7.30 c'è stato un forte rumore e improvvisamente ho trovato persone in una pozza di sangue", ha detto Govind Sharma, sacerdote di un tempio indù, in lacrime. "Ho perso mio padre nell'esplosione".
Secondo alcune fonti, il motivo dell'attentato sarebbe da ricercare nel tentativo di minare il processo di pace tra India e Pakistan o di fomentare la violenza in India.
Il primo ministro Manmohan Singh ha fatto appello alla calma.
Nel luglio 2006, in un attacco alla rete ferroviaria di Mumbai, più di 180 persone persero la vita in sette esplosioni.
fonte: http://www.borsaitaliana.reuters.it/
Versione per stampa
JAIPUR, India (Reuters) - Sette bombe sono esplose oggi nell'arco di pochi minuti in una città dell'India occidentale, uccidendo circa 60 persone in alcuni mercati e all'esterno di templi indù.
Le bombe, molte delle quali collocate su biciclette, sono esplose a Jaipur, meta di turisti stranieri.
La Farnesina ha detto che non ci sono italiani tra le vittime.
Si è trattato del più grave attentato del genere in India da quasi due anni a questa parte. I feriti sono circa 150, e le emittenti tv locali lanciano appelli a donare il sangue.
Funzionari di polizia dicono che nessun gruppo ha rivendicato l'attentato. Le televisioni, citando fonti del governo e dell'intelligence, dicono che dietro ci sarebbero gruppi militanti islamici del Pakistan o del Bangladesh.
"Secondo le informazioni che ho ricevuto, 60 persone sono morte e 150 sono rimaste ferite", ha detto il primo ministro del Rajastan Vasundhara Raje, come riportato da Press Trust of India.
"Intorno alle 7.30 c'è stato un forte rumore e improvvisamente ho trovato persone in una pozza di sangue", ha detto Govind Sharma, sacerdote di un tempio indù, in lacrime. "Ho perso mio padre nell'esplosione".
Secondo alcune fonti, il motivo dell'attentato sarebbe da ricercare nel tentativo di minare il processo di pace tra India e Pakistan o di fomentare la violenza in India.
Il primo ministro Manmohan Singh ha fatto appello alla calma.
Nel luglio 2006, in un attacco alla rete ferroviaria di Mumbai, più di 180 persone persero la vita in sette esplosioni.
fonte: http://www.borsaitaliana.reuters.it/
L´India passa al nucleare autarchico
12/05/2008
LIVORNO. All´India delle bombe nucleari puntate contro Pakistan e Cina comincia a mancare l´uranio e gli accordi con gli Stati Uniti d´America hanno rischiato di far cadere il governo e così, davanti alla penuria, questo gigante, che non ha mai firmato il trattato di non proliferazione nucleare, ha deciso di investire 175 milioni di dollari nella ricerca dei suoi giacimenti nazionali di uranio per le sue sempre più affamate centrali nucleari.
Anil Kakodkar, capo del dipartimento energia nucleare del governo indiano, ha detto: «Pensiamo a esplorazioni in Rajasthan, nell´Andhra-Pradesh, Karnataka e Meghalaya tra le alte. Investiremo somme enormi nella prospezione dei giacimenti di uranio, e se faremo una scoperta importante, i nostri problemi saranno risolti».
Insomma, in un Paese in rapida crescita ma nel quale i poveri e gli affamati sono ancora la maggioranza della popolazione, si spendono immense risorse nella speranza di un miracolo energetico che confermi la nuova potenza industrial-militare e renda meno evidente l´isolamento del Paese nel campo nucleare. Un isolamento tanto più pericoloso perché è anche tecnologico e la nuova Cernobyl o la nuova Hiroshima per qualcuno potrebbe esserci in una popolosa città dell´India o del Pakistan.
In India sono già sfruttati giacimenti di uranio nello Stato di Jharkhand e sono stati avviati lavori per permettere lo sfruttamento di un nuovo giacimento in Andhra-Pradesh. Il modello nucleare autarchico non dovrebbe dispiacere ai Partiti comunisti indiani ed alle altre piccole formazioni regionali di sinistra che consentono con il loro voto la sopravvivenza del governo del Partito al Congresso: il problema è l´accordo con gli Usa, nessuno mette in dubbio che l´India debba essere una potenza nucleare e civile che viola il trattato di non proliferazione nucleare anche con test atomici con lanci dimostrativi di missili ben più concreti di quelli nuclerari ipotetici che hanno atto scattare le sanzioni contro l´Iran.
Se il nazionalismo nucleare indiano non ha colore, il divieto internazionale di arricchimento dell´uranio sembra invece avere una direzione inequivocabile. Una schizofrenia che vista dalle aree calde del pianeta è sempre più insostenibile e che dà la possibilità a regimi autoritari di fare le vittime davanti a due pesi e due misure esibiti con tale improntitudine.
fonte: http://www.greenreport.it/
LIVORNO. All´India delle bombe nucleari puntate contro Pakistan e Cina comincia a mancare l´uranio e gli accordi con gli Stati Uniti d´America hanno rischiato di far cadere il governo e così, davanti alla penuria, questo gigante, che non ha mai firmato il trattato di non proliferazione nucleare, ha deciso di investire 175 milioni di dollari nella ricerca dei suoi giacimenti nazionali di uranio per le sue sempre più affamate centrali nucleari.
Anil Kakodkar, capo del dipartimento energia nucleare del governo indiano, ha detto: «Pensiamo a esplorazioni in Rajasthan, nell´Andhra-Pradesh, Karnataka e Meghalaya tra le alte. Investiremo somme enormi nella prospezione dei giacimenti di uranio, e se faremo una scoperta importante, i nostri problemi saranno risolti».
Insomma, in un Paese in rapida crescita ma nel quale i poveri e gli affamati sono ancora la maggioranza della popolazione, si spendono immense risorse nella speranza di un miracolo energetico che confermi la nuova potenza industrial-militare e renda meno evidente l´isolamento del Paese nel campo nucleare. Un isolamento tanto più pericoloso perché è anche tecnologico e la nuova Cernobyl o la nuova Hiroshima per qualcuno potrebbe esserci in una popolosa città dell´India o del Pakistan.
In India sono già sfruttati giacimenti di uranio nello Stato di Jharkhand e sono stati avviati lavori per permettere lo sfruttamento di un nuovo giacimento in Andhra-Pradesh. Il modello nucleare autarchico non dovrebbe dispiacere ai Partiti comunisti indiani ed alle altre piccole formazioni regionali di sinistra che consentono con il loro voto la sopravvivenza del governo del Partito al Congresso: il problema è l´accordo con gli Usa, nessuno mette in dubbio che l´India debba essere una potenza nucleare e civile che viola il trattato di non proliferazione nucleare anche con test atomici con lanci dimostrativi di missili ben più concreti di quelli nuclerari ipotetici che hanno atto scattare le sanzioni contro l´Iran.
Se il nazionalismo nucleare indiano non ha colore, il divieto internazionale di arricchimento dell´uranio sembra invece avere una direzione inequivocabile. Una schizofrenia che vista dalle aree calde del pianeta è sempre più insostenibile e che dà la possibilità a regimi autoritari di fare le vittime davanti a due pesi e due misure esibiti con tale improntitudine.
fonte: http://www.greenreport.it/
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nucleare india
MOSTRE: A ROMA LA FOTOGRAFIA RACCONTA L'INDIA
Roma, 10 mag. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Dopo Alessandro Marongiu e Srikanth Kolari, la seconda mostra della rassegna ''La complessita' dell'India'', che partecipa al FotoGrafia Festival Internazionale di Roma, presenta un fotoreporter d'eccezione come Franco Pagetti che espone per la prima volta nella capitale e il giovane fotografo indiano Salil Bera. Dal 12 maggio al 14 giugno, negli spazi San Lo' di Roma.
Franco Pagetti espone il suo reportage sul Kashmir, splendido angolo del subcontinente indiano da sempre tormentato da una guerra di cui si parla troppo poco. Il lavoro, realizzato tra il 2000 e il 2002, racconta uno dei periodi piu' oscuri della storia di questo stato incastonato tra le cime dell'Himalaya, senza retorica ed entrando nelle case, nei luoghi di culto e girando per le strade. Da osservatore interno, invece, l'indiano Salil Bera racconta la storia di uno dei tanti paradossi dell'India del boom economico: quella dei rickshaw-wallahs, gli uomini-riscio' di Calcutta.
La sera dell'inaugurazione della mostra, alle ore 20, si parlera' di India e dei reportage esposti con il fotografo Franco Pagetti, con il giornalista Giuliano Giubilei che presenta il suo video ''Appunti dall'India'' - e con il presidente dell'associazione Italia-India, Sandro Gozi, intervistati dalla giornalista Maria Cuffaro.
fonte:http://www.adnkronos.com/
Franco Pagetti espone il suo reportage sul Kashmir, splendido angolo del subcontinente indiano da sempre tormentato da una guerra di cui si parla troppo poco. Il lavoro, realizzato tra il 2000 e il 2002, racconta uno dei periodi piu' oscuri della storia di questo stato incastonato tra le cime dell'Himalaya, senza retorica ed entrando nelle case, nei luoghi di culto e girando per le strade. Da osservatore interno, invece, l'indiano Salil Bera racconta la storia di uno dei tanti paradossi dell'India del boom economico: quella dei rickshaw-wallahs, gli uomini-riscio' di Calcutta.
La sera dell'inaugurazione della mostra, alle ore 20, si parlera' di India e dei reportage esposti con il fotografo Franco Pagetti, con il giornalista Giuliano Giubilei che presenta il suo video ''Appunti dall'India'' - e con il presidente dell'associazione Italia-India, Sandro Gozi, intervistati dalla giornalista Maria Cuffaro.
fonte:http://www.adnkronos.com/
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